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Nadia

Lisanti

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 Autrice

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Nadia Lisanti: Ritratto.

 

 

Nadia Lisanti (Potenza, 1982) è poeta, scrittrice, insegnante e interprete della Lingua dei Segni Italiana. Lucana di nascita, vive e lavora in Piemonte dove insegna come docente di sostegno nella scuola. La sua ricerca letteraria coltiva una poesia sensoriale, erotica e intimista che mette al centro il corpo, il contatto, il silenzio e il peccato come forme di conoscenza e libertà. Oltre alla creazione poetica, Lisanti è interprete professionista di LIS, correttrice di bozze per case editrici, conduttrice televisiva e animatrice culturale. La sua voce è caratterizzata da un rifiuto netto della banalizzazione: nel suo lavoro letterario così come nell'impegno didattico, Lisanti afferma l'importanza della comunicazione autentica, della cura dell'altro e della celebrazione della dignità della parola.

 

Percorso poetico e opere principali

 

La carriera letteraria di Nadia Lisanti inizia nel 2009 con "Un attimo di più", opera d'esordio che già pone al centro i temi della precarietà, del limite, della ricerca di significato. Il progetto viene accolto da associazioni culturali e benefiche, inaugurando le collaborazioni artistiche dell'autrice con "Liberi sulla carta" e "Arte.r.i.e".

Nel 2020 pubblica con Kanaga Edizioni "Un silenzio a due voci", silloge che rappresenta un momento importante della sua ricerca. L'opera è caratterizzata da una forma originale sia nei contenuti che nel dettato, esplorando il tema del silenzio come luogo di incontro e comunione. Nel dicembre 2019, "Un silenzio a due voci" vince il primo premio della Sezione B (silloge inedita) del Premio Internazionale di Poesia "Sulle orme di Leopold Sedár Senghor", con pubblicazione garantita da Kanaga Edizioni. La raccolta viene dedicata a Sokona Souare, ex alunna e prima persona sorda a ricevere l'onorificenza di Alfiere della Repubblica Italiana.

Nel 2020 esce "69 poesie e 7 peccati" (Controluna), opera che raggiunge lo status di Best Seller Poesia 2020, unico caso in Italia. Questa raccolta rappresenta un manifesto della poetica di Lisanti: l'eros viene celebrato non come oggetto di mercificazione o pornografia, ma come forza-desiderante che accende i sensi e il pensiero, come materia di contatto reale e caro. La critica sottolinea come Lisanti riesca nell'impresa quasi impossibile di poetare l'eros senza banalizzazione, penetrando nella "corporalità del pensiero" e nella "misura e urgenza della gioia" che il corpo e la relazione reciproca sanno esprimere. Non si tratta di provocazione o trasgressione gratuita, ma di una ricerca di verità che nomina le cose con il loro nome, che sa restituire la dignità al desiderio, che trasforma il peccato in dono e in occasione di consapevolezza.

Nel 2023 pubblica con ilmiolibro self publishing "Tutti nasciamo nudi. Poemetti sensoriali", una raccolta di brevi forme liriche che esplorano l'ingresso nella vita delle persone attraverso la percezione dei sensi, gli odori, le atmosfere, gli istinti abissali e l'immaginazione. Il titolo stesso racchiude il programma della raccolta: una ricerca di vulnerabilità e nudità come condizione originaria e autentica dell'essere.

Nel 2024 pubblica con la casa editrice ilglomerulodisale "Eros e kairos", raccolta che rappresenta la maturazione della sua ricerca poetica sull'eros e sul tempo. Il titolo gioca sul concetto greco del "kairós", il tempo opportuno, il momento giusto, la scelta decisiva. In questa raccolta l'eros diviene soglia, l'attesa diviene occasione irripetibile, e la parola poetica si trasforma nel luogo in cui il peccato si converte in dono, il corpo in linguaggio, la vulnerabilità in forza creativa. "Eros e kairos" conferma la posizione di Lisanti come una delle voci più originali e impegnate della poesia erotica e sensoriale contemporanea italiana.

 

La poetica: corpo, contatto, desiderio

 

La poetica di Nadia Lisanti si fonda sulla convinzione che l'eros sia una forza vitale e conoscitiva, non riducibile al consumo o al godimento momentaneo. Nelle sue parole: eros non è pornografia; l'eros è una forza-desiderante, accende i sensi e il pensiero, ma solo il contatto lo rende attivo. La caratteristica saliente della sua voce è la capacità di nominare il corpo senza pudore falso, di esplorare il desiderio attraverso il linguaggio esatto, di scoprire nella carne un campo di consapevolezza e di incontro con l'altro.

La struttura formale dei suoi versi è precisione controllata: il linguaggio è immediato, sensoriale, a volte volutamente esplicito, ma sempre sostenuto da una forte consapevolezza metrica e lessicale. Il ritmo, le assonanze, le consonanze, la parola chiave ripetuta creano un effetto di incantamento e di profondità. Lisanti sa alternare momenti di cruda intensità a momenti di contemplazione, giochi linguistici audaci a pause meditative. La tradizione poetica italiana contemporanea, da Alda Merini a Rossella Di Leo, da Erica Francesca Plumed a Jolanda Insana, fornisce riferimenti di una poetica femminile che non scappa dal corpo ma lo rivendica come territorio di libertà e di riconoscimento.

Un elemento cruciale è il tema del peccato. Non inteso in senso moralistico, ma come trasgressione necessaria, come varco verso l'autentico, come consapevolezza che il desiderio non è colpa ma verità. I "sette peccati" del titolo si moltiplicano in sessantanove poesie: il numero stesso è gioco, ironia, provocazione letteraria. Ma sotto l'ironia c'è serietà: la ricerca di ciò che il potere e la convenzione cercano di soffocare.

 

L'impegno civile e multidisciplinare

 

Accanto all'attività di creazione poetica, Nadia Lisanti è figura rilevante nel panorama della comunicazione inclusiva italiana. Come insegnante di sostegno in Piemonte e interprete di Lingua dei Segni Italiana, ha sviluppato una pratica che integra poesia, educazione e diritti. È docente di LIS presso l'Istituto Internazionale Jacques Maritain e ha curato per tre anni le interviste per la NTL (Rete Nazionale Televisiva Lingua Italiana dei Segni) di Padova.

Nel 2018 concepisce il programma televisivo "L'Abc dei sentimenti in LIS", trasmesso su UnoItalia TV. Si tratta di uno spazio innovativo dove la Lingua dei Segni si intreccia con la poesia, con le emozioni, con le voci di ospiti diversi (scrittori, artisti, educatori). Il format unisce alfabetizzazione primaria in LIS con un "nuovo alfabeto emotivo" fatto di parole, espressioni dialettali, lingue e linguaggi del corpo. È un progetto che porta a compimento una visione unitaria di Lisanti: la comunicazione come atto poetico, la inclusione come pratica quotidiana, la LIS non come codice tecnico ma come linguaggio del cuore e dell'anima.

Ha inoltre collaborato al cortometraggio artistico "SperimentaLis" (realizzato con il filmaker Giancarlo Sanfilippo), che riceve la selezione al Cinedeaf di Roma e all'Arcipelago Film Festival di Roma. Il progetto esplora il rapporto tra cinema, sordità e poesia, confermando una ricerca che attraversa media e forme diverse ma mantiene coerenza nel proposito: la comunicazione autistica, la celebrazione della diversità, la visibilità dei corpi e delle voci marginalizzate.

 

Riconoscimenti e collaborazioni

 

Oltre al premio Leopold Sedár Senghor 2019, Nadia Lisanti è stata best seller e ha ricevuto ampi riconoscimenti dalla comunità letteraria. I suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in antologie collettive; ha collaborato con riviste specializzate, blog letterari online, festival letterari. La sua opera è stata oggetto di analisi critica in numerose piattaforme dedicate alla poesia contemporanea. È figura di spicco nelle comunità letterarie online e offline che promuovono la letteratura erotica consapevole e la poesia femminile.

 

Sintesi della ricerca

 

La scrittura di Nadia Lisanti rappresenta un'affermazione radicale della dignità del corpo, del desiderio, del peccato come forme di libertà consapevole. In un'epoca di ipocrisie e di riduzione della sessualità a commodity, la sua voce poetica richiama una verità elementare: l'eros è il luogo in cui due esseri si incontrano nella loro pienezza, dove la vulnerabilità diviene forza, dove il tempo giusto (il kairos) trasforma il fugace in eterno. Nadia Lisanti non domanda perdono per ciò che scrive; domanda ascolto, consapevolezza, dignità. E in questo gesto – di nominare il peccato senza paura, di celebrare la carne come linguaggio, di fare della parola uno strumento di comunicazione autentica – la sua opera si situa al cuore della ricerca letteraria contemporanea più sincera e impegnata.

 

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