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Francesco
Gianino
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Francesco Gianino (Catania, 1971) è poeta, scrittore, musicista e insegnante. Vive a Catania, dove insegna materie letterarie al liceo classico. La sua ricerca letteraria attraversa molteplici forme espressive: la poesia, la prosa narrativa, il racconto, la riflessione critica. Da anni mantiene un diario letterario personale, "Provincia letteraria", uno spazio di scritture dove osservazione, frammento e immagine si intrecciano nella registrazione del vivere quotidiano, della memoria e dell'immaginazione urbana. La città di Catania – con i suoi stratificati strati storici, le sue contraddizioni, i suoi volti e la sua lingua – è il territorio poetico e narrativo principale da cui Gianino trae ispirazione, materia e significato.
La carriera letteraria di Francesco Gianino inizia negli anni Duemila con la pubblicazione del romanzo "Khalida" (2004). Tuttavia, è soprattutto dalla metà degli anni Dieci in poi che la sua voce si consolida e circola nel panorama letterario contemporaneo. Nel 2019 il romanzo inedito "Ippoparty" riceve il premio della critica al festival Etnabook di Catania, segnando un importante riconoscimento della qualità della sua scrittura narrativa.
Nel 2020 pubblica presso Mare Nostrum Edizioni "Il salto del cavallo", un'opera che si colloca a metà tra la narrativa urbana e il racconto: una storia ambientata nei quartieri storici di Catania, in via Plebiscito in particolare, una strada che rappresenta un luogo mitologico della città – territorio del celebre "totem-tabù" della carne di cavallo. Il libro si sviluppa come una trama che intreccia elementi biografici, riflessioni sociali e rappresentazioni della realtà quotidiana, seguendo il percorso di un giovane e scoprendo al lettore un mondo quasi sconosciuto della città.
Nel giugno 2021 esce presso Edizioni Kolibris "Orientale sicula", una raccolta poetica. Nel 2023 pubblica con Il Convivio il poemetto "Contro la musica", un'opera di straordinaria potenza che mescola l'elemento biografico alla sfrenata produzione di immagini, profumi, suoni: uno spettacolo di rara intensità dove la parola è scandita da indicazioni di tempo musicale e dove il titolo stesso rappresenta un'affermazione di poeta e di poeta che sa stare contro le convenzioni.
Nel 2025 Gianino pubblica con la casa editrice ilglomerulodisale il suo ultimo volume di poesia "L'estate del ventitré", nella collana "La gioia epiteliale", un'ulteriore testimonianza della sua ricerca lirica. Nel 2025 esce inoltre presso le Edizioni Akkuaria "Bosco in città", un'opera narrativo-lirica dove la città diventa protagonista al pari degli esseri umani, attraverso frammenti e istantanee poetico-narrative che scandagliano l'anima urbana e l'interiorità di chi la abita.
Sono stati pubblicati suoi racconti anche in antologie collettive, tra cui "Alice nelle città. Per l'Aquila" (Arkhé edizioni), "Spazzatura. Racconti del rifiuto e del riciclo" (a cura di Giulio Mozzi per Fernandel Editore), e altri contributi letterari su riviste specializzate e blog letterari online.
La poetica di Francesco Gianino è caratterizzata da un forte legame con il luogo, con la memoria e con l'osservazione critica della realtà contemporanea. Se la città di Catania è il palcoscenico principale, essa non viene rappresentata come romantica o pittoresca, ma come un organismo vivente, bruciante, contraddittorio, una "fucina alchemica" dove il sacro e il profano si mescolano, dove la tradizione dialettale e la lingua letteraria si incontrano e si scontrano.
In "Contro la musica", il poemetto che maggiormente ha catturato l'attenzione della critica, emerge il dialogo tra la musica e l'anti-musica, tra il ritmo e il caos, tra la forma e la dissoluzione. Le indicazioni musicali (Preludio, Allegro, Andante, Scherzo, Finale, Bis) costituiscono la struttura portante del testo, creando una sinestesia tra linguaggio verbale e linguaggio musicale. La costruzione lessicale rivela una ricerca attentissima: giochi di parole incatenate (carme/carne, corpo/torto, sordo/sordido), risonanze fonetiche, campi semantici che si intrecciano come "campi di concentramento soffocanti". L'elemento biografico – una storia d'amore perduto, il dolore, la ricerca di senso – si dissolve nella ricerca formale, invitando il lettore a uno spazio dove l'intimità si trasforma in universalità.
"Bosco in città", successivamente, si presenta come flusso di coscienza animista, una sorta di "diario di borderline" dove gli esseri umani, le strade, gli edifici, i sentimenti si trovano in un presente eternamente ricorrente. La scrittura di Gianino qui raggiunge una straordinaria capacità di osservazione empatica, ironica, lucidamente critica: il banale assume dignità, l'ordinario rivela dimensioni filosofiche. La poesia si annida nel concreto, nei dialoghi ascoltati, nei dettagli visivi, nelle illuminazioni improvvise.
Un elemento trasversale nella scrittura di Gianino è l'uso della lingua "parlata", prestiti dialettali mescolati alla lingua letteraria, una libertà formale che non è mai compiaciuta ma sempre funzionale al significato. La voce del poeta è sobria ma densa, capace di restituire l'essenza senza diluirla.
Accanto all'attività creativa, Francesco Gianino è un insegnante di materie letterarie presso il liceo classico di Catania. Questa doppia identità – poeta-scrittore e insegnante – nutre reciprocamente la sua ricerca: l'esperienza in aula alimenta l'osservazione umana, la frequentazione quotidiana dei testi letterari classici e contemporanei si riflette nella sua consapevolezza formale.
Ha inoltre fondato e gestisce il diario letterario online "Provincia letteraria", uno spazio dove documenta e condivide frammenti di scrittura, riflessioni sulla letteratura, annotazioni sulla realtà contemporanea. Su questo spazio pubblica anche video-poesie e materiali multimediali, sperimentando forme ibride di letteratura digitale.
Oltre al premio Etnabook del 2019 per "Ippoparty", la voce di Francesco Gianino è stata riconosciuta da riviste e blog letterari specializzati. La critica ha sottolineato la rarità della sua potenza espressiva, l'originalità della sua voce, l'integrità con cui affronta temi di profondità umana e sociale.
La scrittura di Francesco Gianino rappresenta una delle voci più autentiche e impegnate della letteratura italiana contemporanea. Radicato saldamente a Catania, Gianino scrive da una posizione di osservatore partecipe, da chi cioè vede la realtà non come spettacolo estetizzato ma come esperienza vivente, densa di sofferenza e di bellezza. La sua poetica non chiede consolazione, ma testimonianza. Non cerca l'armonia, ma l'attraversamento del conflitto, la lacerazione, il vuoto che spesso significa libertà. È una ricerca che ondeggia tra il concreto e il simbolico, tra il dialettale e l'universale, tra la memoria personale e quella collettiva. E in questa tensione irrisolta, nella capacità di accogliere contraddizioni senza risolverle retoricamente, risiede l'intensità e il valore della sua opera.

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