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Daìta Martinez
Dirige la collana
la brocca rossa

La Voce e l'Ascolto
Daìta Martinez, nata a Palermo nel 1972, rappresenta una delle voci più originali e affascinanti della poesia italiana contemporanea, pur mantenendo deliberata distanza dai circuiti mediatici e dal "futile apparire". La sua è una presenza che si afferma attraverso la qualità della scrittura piuttosto che l'autopromozione: riservata, appartata, fedele a un ascolto profondo, Martinez ha saputo costruire nel tempo un percorso letterario di straordinaria coerenza stilistica e maturazione lirica, conquistando importanti riconoscimenti critici pur operando ai margini dei circuiti letterari più esposti.
Il Laboratorio Linguistico: Sperimentalismo e Dialetto
La cifra più peculiare della ricerca poetica di Martinez risiede nella sua capacità di trasformare il dialetto siciliano in una "lingua pura della poesia", ultimo bastione di autenticità linguistica e memoria storica in un contesto di progressiva unificazione linguistica massmediale. La sua sperimentazione non è affatto gratuito esercizio formale, bensì scelta etica consapevole: il dialetto diviene strumento di resistenza poetica, mezzo attraverso il quale recuperare radici locali, gesti ancestrali, sapori mediterranei, senza per questo rifugiarsi in un nostalgico passatismo.
Sul piano tecnico-formale, l'operazione di Martinez si manifesta attraverso procedimenti radicali. L'abolizione della punteggiatura convenzionale è forse il suo tratto più riconoscibile: le parole fluttuano sulla pagina "come oggetti fisici sonanti", sospese in un continuo flusso coscienziale che si fa "fluenza verbale". La disposizione grafica inconsueta non obbedisce a casualità, ma risponde a "specifiche posture del sentire" che riconoscono nel bianco del foglio uno spazio di espressione compiuta. Lucio Zinna, nella prefazione a il rumore del latte, ha magistralmente descritto questa poetica come "segreta - ma non tanto - voglia di sperimentare" che fa della Martinez una erede della tradizione marinista e futurista, pur sganciandosi consapevolmente da essa. Il verso rimane sempre libero, destrutturato, frammentato, in costante "attesa di essere ricostruito": le parole si spezzano, la sintassi tradizionale si dissolve, strutture iterative si disseminano attraverso il testo, creando quell'effetto di ritmo indaffarato delle vene che caratterizza la sua voce.
La Ricerca Tematica: Memoria, Corporalità, Luogo
Se il linguaggio è il mezzo, la memoria è il territorio privilegiato dell'indagine poetica di Martinez. La sua ricerca non si muove verso l'astratto contemplativo, bensì affonda nel "grembo di silenzi" della propria storia personale e familiare. Emblematica è la più recente raccolta nell'ora dell'aurora (peQuod, 2023), dove il tema ricorrente è il rapporto filiale con il padre defunto, trasformato in materia poetica di straordinaria intensità. La memoria qui non è semplice rimpianto nostalgico, ma "resurrezione" che trasforma la quotidianità condivisa con il padre in liturgia del ricordo, dove le mani paterne che spezzavano il pane a tavola si assimilano ai gesti cristici dell'ultima cena. È questa una poesia del pudore e della filialità profonda, dove l'emozione si esprime attraverso "una narrazione dettagliata, quasi molecolare", per "fotogrammi puri" che ricostruiscono frammenti di un'infanzia palermitana tra strade, vicoli e piazze.
Strettamente correlato al tema della memoria è l'uso intenso della corporalità come linguaggio poetico. La poesia di Martinez è "fisica, carnale, sensuale", dove il corpo stesso diviene strumento di ricerca. Il corpo specifico della parola si espone nel gesto incalzante, in dialogo aperto dentro il corpo, cercando di raggiungere il baricentro di un attimo, il respiro che ne corrisponda il senso. La sensorialità non è ornamentale: colori, profumi, miti si combinano in "pura combinazione" per una poetica di autenticità e immediatezza, dove la realtà più semplice e insignificante del quotidiano ('u ciuri, 'a quartara, 'a cammisa, 'a naca) viene ascoltata dentro di sé e riprodotta in forme sorprendenti e inconsuete.
La "geografizzazione" del proprio mondo poetico rappresenta un'altra caratteristica costante: Palermo non è semplice sfondo narrativo, ma luogo interiore, spazio dove gli elementi esteriori si stratificano con quelli interiori in un "labirinto mescolato" che assume qualità onirica. La città storica, con la sua bellezza offesa, la sua sfolgorazione e il suo dolore, diviene protagonista silenziosa della scrittura.
La Traiettoria Critica e Intellettuale
Martinez ha esordito come poetessa con dietro l'una (LietoColle, 2011), segnalata alla V Edizione del Premio Nazionale di Poesia "Maria Marino", segue la bottega di via alloro (LietoColle, 2013), raccolta che già segnalava una maturazione stilistica rilevante. Nel 2015 ha vinto il primo premio della sezione dialettale del Concorso "Città di Chiaramonte Gulfi"; nel 2018 è stata finalista della 44ª edizione del Premio Internazionale di Poesia Città di Marineo ed è stata inserita nell'Almanacco di poesia italiana al femminile "Secolo Donna 2018" (Macabor).
Vince nel 2019 il Premio Macabor nella sezione raccolta inedita di poesia con 'a varca di zagara, silloge in dialetto siciliano. Lo stesso anno pubblica: la finestra dei mirtilli, suite poetica scritta in collaborazione con il poeta Fernando Lena (Salarchi Immagini), nutrica (LietoColle) e Il rumore del latte (Spazio Cultura Edizioni). Quest'ultima in particolare rappresenta un punto di svolta nella sua ricerca: qui la Martinez consolida quella pratica sperimentale basata sull'assenza di interpunzioni e sulla "fluenza verbale" in costante divenire.
Nel 2021 pubblica due raccolte significative: Liturgia dell'acqua (Anterem Edizioni), finalista della 34ª edizione del Premio Lorenzo Montano, e Le madri, raccolta di haiku con acqueforti di Vincenzo Piazza (Edizioni dell'Angelo). Nel 2023 esce Miros de mure – Odore di More con traduzione in romeno di Eliza Macadan (Cosmopoli), seguito dalla già citata nell'ora dell'aurora (peQuod, 2023) nella collana Portosepolto. Nel 2023 le viene riconosciuto il Premio Francesco Carbone Experimenta per la poesia.
Nel 2024, pubblica con i poeti Franca Alaimo, Andrea Castrovinci Zenna, Pietro Romano, Il pettirosso rosso, haiku, Ladolfi. La prefazione di Isabella Bignozzi sottolinea come i quattro poeti abbiano "eretto come torri esili e bianchissime la bellezza che doleva loro in petto", scegliendo la forma minimale dell'haiku capace di sovvertire ogni premessa razionale in pura contemplazione.
Nel 2025, Martinez pubblica con Franca Alaimo le piccole (Spazio Cultura), raccolta nata "per interrogare l'indefinito e l'incompiuto alla radice di ogni movimento poetico". Qui le due voci si incontrano "nelle tracce di un senso ferito e nell'incantamento che il tempo dell'infanzia fa perdurare nella ricerca della grazia e della parola".
Lo Stile Critico e la Ricezione
La critica letteraria ha saputo cogliere in Martinez una delle voci più originali della lirica siciliana contemporanea, riconoscendovi una "ricerca stilistica" che si configura come "pura combinazione di colori, profumi, miti" per una poetica di autenticità e sperimentalismo audace. Il critico Sebastiano A. Patanè ha identificato nella sua ricerca echi del "duende" lorciano, di quel fatalismo malinconico proprio delle "nenie del canto profondo siciliano", mentre ha notato come l'autrice trasformi "un luogo comune in un soggetto unico, in un continuo imprevedibile che rende il testo una sequela di sorprese".
Maria Allo, critica e studiosa di poesia contemporanea, ha riconosciuto in Martinez quella "sinuosa sensualità del dettato" capace di coniare una "lingua nuova", caratterizzata da libertà formale e sperimentalismo audace carico di misteriose risonanze emotive. Per Allo, la ricerca prosodica e metrica della Martinez non è esercizio formale, ma strumento per mettere in risalto il valore e la pregnanza della parola poetica stessa. Franca Alaimo, nella sua analisi critica, ha sottolineato come la poesia di Martinez sia "ribellione vera, concreta, calata nel quotidiano", una "lotta" che non si sorregge da ideologie astratte, bensì da un senso alto della funzione civile e spirituale della poesia.
La Voce Femminile e il Contesto Contemporaneo
Nel panorama della poesia italiana contemporanea, Daìta Martinez rappresenta una voce femminile di rilievo, capace di affermarsi non attraverso conformità stilistica ma attraverso radicalità linguistica e sperimentale. La sua poetica si muove consapevolmente controcorrente rispetto alle mode letterarie dominanti: rifiuta la retorica, abbraccia il dialetto non come nostalgico recupero folkloristico ma come atto di resistenza culturale, pratica l'ascolto profondo e la sua ricerca rappresenta un'importante testimonianza di come la poesia contemporanea possa ancora costituire un atto di ribellione etica, una pratica di preservazione linguistica e culturale, un'indagine radicale del reale mediante l'esperienza intima della memoria e del corpo.
Collaborazioni Editoriali Attuali
Attualmente, Daìta Martinez collabora con la casa editrice ilglomerulodisale nella collana La rosa del guardare diretta da Franca Alaimo, oltre a dirigere personalmente la collana la brocca rossa (sempre per ilglomerulodisale) con la collaborazione di Pietro Romano.

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